Dal Comitato per la Riduzione dell’Impatto Ambientale dell’Aeroporto di Ciampino **** Nel dicembre 2011 Aeroporti di Roma e Enac, nel quadro del contratto di programma 2012-2021, hanno presentato il piano degli investimenti per l’aeroporto di Ciampino. Vista la situazione estremante grave di inquinamento acustico e dell’aria causato dal traffico aereo in quell’aeroporto, già comprovata da dati ufficiali che evidenziano anche danni alla salute dei residenti, era obbligatorio un piano di drastica riduzione dei voli. Al contrario, il piano non prevede alcuna riduzione dell’impatto ambientale e il rispetto delle leggi, sino ad ora ignorate nell’aeroporto di Ciampino. Infatti, il piano prevede ingenti investimenti, tra l’altro pagati dai cittadini attraverso un pesante aumento delle tariffe aeroportuali, che produrrebbero un incremento fino a 20mila movimenti annui, senza alcun riferimento al rientro nella legalità delle emissioni acustiche. Quel piano, noi riteniamo, è illegittimo e inaccettabile. Con questo Appello chiediamo che il Ministro dei trasporti e il Governo non sottoscriva un progetto di sviluppo di un aeroporto che non solo non si può sviluppare, ma anzi va ridimensionato per riportare l’inquinamento da esso provocato nei limiti di legge. Il traffico aereo a Ciampino è già cresciuto oltre ogni limite di compatibilità ambientale: dal 2001 si è passati da 700mila passeggeri all’anno sino ai 5 milioni e mezzo del 2008. Questo aumento è avvenuto in modo totalmente incontrollato, senza rispettare nessuna legge di tutela ambientale e dei cittadini. Come ha più volte rilevato, con lettere ufficiali, il Ministero dell’Ambiente, a Ciampino sono state disattese sia norme nazionali, sia direttive europee, in particolare quelle sulla Valutazione di impatto ambientale e Valutazione ambientale strategica. Solo il 1 luglio 2010, dopo anni di battaglie dei cittadini, è stata finalmente approvata, in seno alla Conferenza dei Servizi, l’impronta acustica e la zonizzazione acustica dell’aeroporto. Da quella mappa è emerso che nell’”intorno aeroportuale”, che subisce l’effetto del rumore aereo, vivono ben 14mila persone, tra Ciampino, Marino e X Municipio di Roma, e che, tra queste, oltre 2.500 subiscono un rumore ben al di sopra di qualsiasi standard compatibile nelle case di residenza, e persino potenzialmente pericoloso per la salute, secondo i livelli definiti dall’OMS. Anche l’indagine epidemiologica ufficiale, condotta dalla Regione Lazio nel 2009, ha confermato che i danni alla salute causati dall’aeroporto sulla popolazione sono già significativi, in particolare per l’aumento di malattie cardiovascolari. A questo punto, è necessario procedere con urgenza alla messa in atto di un piano di riduzione dei voli, per ripristinare la legalità e tutelare la salute dei cittadini, secondo quanto previsto dalla norme per i piani di risanamento che, in questo caso, prevedono la riduzione della fonte del rumore. Roma, capitale e città d’arte, la sua provincia e l’intera regione, hanno bisogno di un sistema di trasporto aereo efficiente, ma Ciampino non può offrire alcuna soluzione, anzi, l’unica via è il trasferimento dei voli low-cost a Fiumicino. Invece risulta che Enac ha già approvato, in questo caso con solerte urgenza, il piano di sviluppo di AdR e che esso è ora sottoposto alla firma del Governo. Pertanto con questo Appello, condiviso da forze politiche e sociali, chiediamo che il Governo NON APPROVI tale piano e qualsiasi contratto o accordo che comprenda l’aeroporto di Ciampino prima che in esso sia ripristinata la legalità. Ciò può avvenire solo dopo aver proceduto con le obbligatorie valutazioni ambientali e dopo aver riportato l’inquinamento causato dagli aerei nei limiti di legge, attraverso una immediata riduzione dei voli.
Inviato da : Data comunicazione : 24-05-2012

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