Il 12 marzo scorso presso il Tribunale di Velletri è iniziata l’udienza preliminare sullo spinoso caso di scempio archeologico del Circo di Bovillae a Marino. Il Circo è famoso tra gli archeologi poiché i suoi archi o “Carceres” che contenevano i carri in partenza delle corse sono gli unici ancora esistenti dell’intero mondo romano antico. Include un’area con edifici che ospitavano i sacerdoti che officiavano i giochi ed il culto della famiglia imperiale di Augusto, ricchi di mosaici, e proprio di essi è stato fatto scempio con diverse costruzioni totalmente abusive ed illegali. Oltre al proprietario ed al suo tecnico, sono imputati una schiera di funzionari dell’Ufficio Urbanistica del Comune di Marino, iniziando dal dirigente ing. Stefano Petrini.

Nell’udienza del 12 marzo i cittadini presenti hanno testimoniato che l’azione della giustizia è stata impantanata da diversi cavilli burocratici, riguardanti le notifiche agli imputati. In un caso la notifica non era neanche stata spedita, in altri era stata spedita ma con piccoli errori, nel caso dei proprietari del terreno era stata mandata più volte al marito ma non alla moglie … insomma un classico guazzabuglio all’italiana in cui chi ci perde sono i cittadini onesti e invece chi ci guadagna, temendo il processo e cercando di traguardare la prescrizione, sono i molti soggetti istituzionali coinvolti.

E così, dopo sei mesi di indagini molto produttive, e dopo più di un anno in cui il caso era rimasto impantanato nei meandri del Tribunale, l’udienza preliminare ha partorito … un bel rinvio di sette mesi ad ottobre 2015, un sonoro schiaffo dato all’antico circo di Bovillae, che è stato ingabbiato da un’accozzaglia di costruzioni anche aggiuntesi di recente, e su cui sembra che molte autorità chiudano entrambi gli occhi.

I cittadini presenti in tribunale, in rappresentanza di molteplici comitati ed associazioni ambientaliste di Marino che seguono con puntiglio questo caso da tempo, uscendo delusi hanno commentato “La giornata di oggi è parsa a tutti noi una presa in giro. Ė sembrato che invece di perseguire gli evidenti abusi la Giustizia si sia arresa alla strategia dei piccoli cavilli degli avvocati degli imputati, volta ad arrivare alla prescrizione. La nostra azione tuttavia non si fermerà, non ci arrendiamo. Fino alla fine spereremo nella giustizia”.

 

Ambientalisti Pro-Bovillae