La stampa di ieri ha riportato le dichiarazioni del Presidente della Provincia di Roma, Gasbarra, il quale, in occasione della fiera del turismo ha espresso la sua soddisfazione per l’impulso dato al turismo nei Castelli Romani dal traffico low cost dell’aeroporto di Roma Ciampino. Ancora una volta un uomo delle Istituzioni, che si era impegnato per la soluzione della scandalosa situazione di questo aeroporto, gira la schiena agli impegni presi con i cittadini e, senza una parola per la situazione insostenibile in cui versano i cittadini di Ciampino, Roma sud e Marino, esposti dallo sviluppo senza regole del traffico aereo a gravissimi rischi per la salute, si spende per promuovere gli interessi del far west aeroportuale e della pirateria economica che è all’origine di questa situazione. Il Comitato protesta per l’atteggiamento provocatorio e irresponsabile delle principali cariche istituzionali della Regione che, dopo aver preso solenni impegni per riportare il traffico aeroportuale entro limiti compatibili con la tutela della salute e della vita dei cittadini, non rispettano questi impegni e, anzi, agiscono per creare una strumentale contrapposizione tra le legittime proteste dei cittadini delle aree colpite e le altrettanto legittime aspirazioni di chi utilizza i voli low cost o opera nel mondo del turismo. Intanto ENAC, gestori aeroportuali e compagnie aeree continuano ad aumentare il traffico aereo a Ciampino e ad espandere le strutture aeroportuali nel più completo disprezzo delle norme, della salute dei cittadini e della loro vita. Nel 2006 sono arrivati e partiti da Ciampino quasi cinque milioni di passeggeri ma, con lo stesso numero di voli, operando sui tipi di aerei e sulle rotte, è già oggi possibile portarne oltre nove milioni. Questa è l’operazione che stanno portando avanti in questo momento i gestori aeroportuali e le compagnie aeree, con la copertura dell’ENAC. Più passeggeri equivalgono ad aerei più pesanti e più grossi, a un maggior consumo di combustibile e, quindi, a un maggiore inquinamento acustico e dell’aria, nonché a un enorme sovraccarico sulla già insufficiente rete viaria e ferroviaria dell’area colpita. Per queste ragioni, in segno di protesta per l’irresponsabilità dimostrata dalle maggiori cariche istituzionali della regione, si è dimesso oggi il Presidente del Comitato. In una accorata lettera inviata alle centinaia di aderenti alla mailing-list del Comitato, il Presidente ha spiegato che, essendogli impossibile mantenere l’impegno istitutivo del dialogo e della trattativa con chi, pur ricoprendo le maggiori cariche istituzionali della regione, non rispetta gli impegni pubblicamente presi e la parola data, non gli resta altra via che rimettere il mandato che i cittadini aderenti al Comitato gli hanno affidato.
Inviato da : Data comunicazione : 28-02-2007

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