Grande partecipazione per l’apertura del Punto lettura APERTA…MENTE: Leggo e Navigo a Frattocchie

 

Con il Patrocinio del Comune di Marino, l’associazione MARINO APERTA ha inaugurato sabato 3 aprile alle ore 16 un nuovo Punto lettura-biblioteca a Frattocchie – Via Cardinal Pizzardo, 3 – avente la funzione di servire, per la prima volta, Frattocchie e tutta la terza Circoscrizione di Marino:

 

L’inaugurazione non è stata una semplice rappresentazione di circostanza; già dal titolo si comprende che è stato un esempio concreto di un vivere sociale dove le istituzioni e i cittadini partecipano attivamente alla promozione e alle valorizzazione delle proprie esigenze di conoscenza e di formazione.

 

Il titolo e la presenza del sindaco di Marino Ugo Onorati, oltre al direttore di RAI 3 Paolo Ruffini  ha mostrato come tutti assieme si possa riflettere, agire e scambiare proficuamente idee ed esperienze per un buono e salutare accesso all’informazione e al gioco per tutti: dai bambini ai genitori e per tutti coloro che affermano un sì alla speranza, alla cultura e all’accoglimento delle nuove forme di comunicazione tecnologiche e intermediali.

 

Alle ore 16:15, con una sala gremita e folta di persone il Presidente Adolfo  Tammaro inizia l’incontro sottolineando il fatto che tale inaugurazione è anche un’occasione di divertimento e di partecipazione di tutti. Il punto lettura ha l’ambizione di essere un punto di riferimento aperto tutti i giorni, dove vi è l’accesso agli strumenti intermediali per la fruizione e la gestione delle informazioni come i libri (secondo l’impostazione delle biblioteche) e anche di tutto quello che offre la rete internet.

 

Dopo tale presentazione inizia il programma con una rappresentazione teatrale dal titolo <Parliamo con l’Autore, Incontri ravvicinati con Dante, Shakespeare, Manzoni, Collodi, Walt Disney, J.K. Rowlingdove i ragazzi dell’associazione hanno rappresentato alcuni passi delle opere di questi autori, mostrando come la fantasia e lo strumento dell’analogia possano generare con la partecipazione di tutti, una godibile e immediata sinergia del libro attraverso la rappresentazione teatrale.

 

Si inizia con le di Collodi , dove si mostra il cammino del discernimento tra bene e male; tra verità e menzogna.

 

Di seguito la scelta di rappresentare un passo di prova come la fantasia e l’associazione che talvolta è intesa in modo infantile e anche come inutile, sia invece l’attività primaria del bimbo che diventa adulto, e di quest’ultimo che si appresta ad una sempre più compiuta elaborazione della propria individualità. Infatti questo libro nacque con un procedimento normale di generazione delle idee, ma sempre lucente per il suo continuo accadere. L’autrice Rowling dopo aver cercato un appartamento e ritornando a casa con il treno, proprio attraverso la stanchezza e la speranza della ricerca di una sweet home> vagando con i pensieri e utilizzando la propria fantasia, decise di ampliare lo spazio di azione del proprio progetto di vita anche attraverso l’uso dell’analogia per l’eventuale stesura di sette romanzi con scatole magiche e incantesimi. L’autore, il libro, la rappresentazione teatrale di oggi hanno costituito l’esempio di un elemento immediato: anche con la fantasia si può concretamente realizzare un modo diverso e possibile.

 

La successiva rappresentazione di Minnie, mostra un effetto prospettico singolare: un personaggio che vive nei cartoni animati e nei fumetti appare con un personaggio in carne ed ossa in un teatro, e tutto questo è avvertito in modo naturale dal pubblico: ulteriore dimostrazione di come i bambini (e gli adulti) anche attraverso il gioco e la rappresentazione accettano il diverso da sé, l’altro, la cosa, l’animale, l’ambiente anche deformato da una visione antropocentrica. Il migliore esempio di come la fantasia e il gioco condiviso siano attività serissime nell’accettare l’altro, nonostante le nostre angosce e paure che provengono da altre forme di comunicazione di massa, dove il mondo è avvolto da orchi che uccidono e dalla strega cattiva che toglie pil e irpef a tutti.

 

Le ultime due rappresentazioni tratte dai e da ricordano e riaffermano la pluralità e le sempre nuove forme con cui l’amore, il rispetto, la speranza, anche costellata da ostacoli, siano luoghi comuni per tutti sia nei percorsi del tempo sia nei grandi spazi dove risiedono i popoli e vivono libri con lingue differenti dalle nostre.

 

La parte successiva dell’inaugurazione continua con due attività svoltesi in parallelo. In una sala sono stati portati i bambini che con gli associati e con Maria Pia Santangeli – hanno attivato un esempio delle attività del laboratorio  di lettura.

 

Nell’altra sala è iniziato il convegno “Lo dice la TV  –  Dalla cronaca alla critica – Il valore di una nuova biblioteca nel sistema mediatico italiano“. Ne parla Umberto Santucci con Paolo Ruffini (Direttore Rai 3) e con  Mattia de Collibus, Mauro Rodella e Vito Colamarino, dell’Accademia dell’Immagine dell’Aquila.

 

Maria Pia Santangeli autrice del libro Ed. Sovera Roma – assieme ai bambini e alla valevole organizzazione e lavoro degli associati, ne hanno letto un racconto: ‘Le avventure di Fatìta e del Principe Galletto’ .

 

È una fiaba che ha ‘soltanto’ (si fa per dire!) il piacere della fantasia allo stato germinale. La rappresentazione della fiaba è consistita nella lettura del racconto da parte di un adulto, intervallato da brani musicali e dai bambini che sono intervenuti come coautori nel produrre in corso d’opera effetti sonori corrispondenti alle vicende della fiaba stessa.  È un esempio di una pedagogia del buon ascolto che invita la fantasia alla partecipazione attiva.

 

 

Nel convegno iniziato nell’altra aula, il Sindaco di Marino Ugo Onorati dopo i relativi ringraziamenti, ricorda la nascita della Biblioteca di Marino all’inizio degli anni ’80 che diventò sempre più grande negli anni. Attraverso il volontariato e un libro dopo l’altro, sta mostrando una partecipazione sostanziale dei cittadini. Appare evidente quindi la possibilità di associare questo punto lettura con le risorse e le istituzioni comunali.

 

La Biblioteca di Alessandria – ricorda Ugo Onorati – fu creata nell’arco temporale di una generazione e fu successivamente distrutta: <Chi distrugge i libri, distrugge la libertà; una biblioteca, per quanto sia piccola è sempre stato un luogo di aggregazione e di libero scambio culturale>. Ed oltre alla libertà, la biblioteca  è anche un luogo dove il libro e l’autore ritorna concretamente in vita, attraverso la presenza del lettore. All’uopo il sindaco dona vari libri tra cui il primo libro di Girolamo Torquati (storico e archeologo marinese) pubblicato nell’86, dove sono trascritti gli studi svolti alla fine del 1800 a Boville. É un esempio di ricerca viva e su campo della storia locale.

 

In seguito il Professore Umberto Santucci insegnante all’Accademia dell’immagine dell’Aquila  ricorda come le manifestazione svoltasi nella città sulla mostra del cinema, vi fu una partecipazione viva e vissuta da dietro le quinte da parte della cittadinanza. La mostra non era dedicata ai divi, ma a tutti coloro che erano dietro le quinte. Il prof. Santucci con i tre studenti presenta uno studio comparato della produzione delle notizie. Si sono presentate le notizie in prima serata di sette telegiornali del giorno 29 gennaio 2004 e questo lavoro farà parte di questo punto lettura (costituito da libri e audiovisivi oltre ai nuovi strumenti intermediali biblioteca).

 

Lo scopo dello studio è volto anche ad analizzare l’uso della Tv attraverso un pensiero unico, più o meno controllato, che sia da spunto per una riflessione su approcci a pensieri e punti di vista multipli nel gestire i mass media.

 

Si sono confrontate le notizie di introduzione di tutti i telegiornali e poi le si sono riviste senza audio e poi senza video. Dopodiché è stata presentata una tabella sinottica del palinsesto dell’ordine di successione delle notizie.

 

Il Dott. Ruffini Direttore Rai 3 interviene con riflessioni in merito anche alla presentazione del lavoro di analisi comparata delle notizie dei Telegiornali. Premette immediatamente che il TG3 è autonomo come gestione da Rai 3 e che  è necessario in primo luogo e comunque che vi siano sempre una pluralità di telegiornali con la possibilità di presentare punti di vista differenti. Il problema risiede non nel perseguire in modo categorico la verità che si presenta attraverso una interpretazione mediatica gerarchica, ma nel garantire l’accesso all’interpretazione dei propri punti di vista che sono sempre e comunque incompleti.

 

Vi è una domanda a Ruffini sul problema che talvolta i conduttori dei telegiornali sembrano curare di più la propria immagine che il contenuto della notizia. Ruffini ironicamente risponde che talvolta è meglio così, e si ricollega alla sua esperienza di direttore del giornale radio: vi era ogni giorno una riunione alla 10:30  con i capiredattori che si confrontano del calendario degli avvenimenti della giornata e degli ulteriori sviluppi, stabilendo i temi da affrontare, ma non il relativo ordine. Poco prima di un’ora del Giornale Radio si presentava la scaletta delle notizie e si preparavano i testi scritti che poi avrebbe letto il conduttore. In televisione invece si legge dal dove scorrono le notizie.  E naturalmente il conduttore anche per scelte editoriali ha una postura e uno stile di presentazione delle notizie e certamente, anche in modo involontario modifica, compone la notizia: non esiste il modo ideale di presentare le notizie. Per quanto riguarda queste poi occorre distinguere sempre tra notizie verosimili e quelle inventate.. La scaletta ideale non esiste, ma proprio per questo è necessario l’effettivo pluralismo per la presentazione delle notizie.

 

Un’altra domanda  rivolta al Direttore verte sul problema delle effettive verifiche delle notizie e anche sugli accordi per un tetto di pubblicità anche dal punto di vista etico preso con le associazioni (dei genitori in particolare). Ad esempio nei cartoni animati vi sono spot pubblicitari. E naturalmente riappare l’annoso problema delle immagini violente viste in prima serata.

 

Anche il sindaco Ugo Onorati interviene nel dibattito e in particolare sul fatto che qualsiasi notizia che sia considerata rilevante, possa essere utilizzata come maschera per non affrontare problemi più sostanziali del paese in genere.

 

Un’altra domanda si ricollega al problema della manipolazione e si prende a spunto la concezione di PierPaolo Pasolini sulla TV come . E richiama ancora di più il problema che noi non sappiamo leggere le immagini e che l’apparato sottostante alla televisione non lo permetterà mai.

 

Ruffini risponde alle sollecitazioni sintetizzando il punto che certamente si deve fare di più, ma che di tutte le prospettive che attendono di comparire, la volontà di sentirsi padroni del destino del palinsesto televisivo è quella più deleteria. Occorre invece garantire l’accesso a tutti e offrire sempre più punti di vista che abbiano la stessa dignità informativa.

 

Si conclude il convegno che anche per i temi complessi affrontati, ha costituito un esempio di un punto lettura (di lectio); cioè di partecipazione condivisa nell’acquisire e nell’esprimere se stessi nel riflettere e nell’essere attori partecipi della biblioteca e dei mass media in generale.

 

 

Inviato da : Data comunicazione : 6-04-2004

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